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            Costruire Facile e senza permessi?
            Oggi si può.

            Da oggi, grazie ai ritocchi dell’articolo 49 della manovra del ministro Tremonti, per costruire, non serve più alcun permesso, forza allora, tutti all’attacco delle aree più attraenti del Bel Paese per tirar su Alberghi, Ville & Co!! E’ passata la norma della cuccagna grazie alla quale da oggi, per costruire, basta una segnalazione di inizio lavori certificata da un “tecnico abilitato”. Un documento e il gioco è fatto, se si ha requisito sostanziale: “essere un’impresa”, che, tra l’altro, grazie al principio “un’impresa in un giorno”, non è mai stato così semplice (ora è infatti addirittura previsto aprire ristoranti, internet point, armerie e depositi di carburante con una semplice autocertificazione e senza alcun controllo preventivo). Tutte le certificazioni richieste fino ad oggi sono ormai solo cartaccia, un lontano ricordo, (autorizzazioni, licenze, concessioni e nulla osta) e di conseguenza anche i controlli sulla base dei quali venivano prodotti, finalizzati al controllo del territorio ed alla lotta all’abusivismo. Scompare la vecchia Dia e al suo posto, ecco la Scia. Qual è il rischio? Che chiunque possa tirar su case, alberghi, ipermercati e così via, senza le necessarie cautele. Certamente, chi costruisce sa bene che le lungaggini burocratiche sono spesso snervanti e che scontrarsi con la “macchina pubblica”, da anni ingolfata, è fra le esperienze meno desiderabili e più comuni in cui ci si imbatte ed una semplificazione è quantomeno auspicabile, ma è necessario farla con intelligenza, senza strumentalizzazioni, perché non venga penalizzato l’ambiente e perché non se ne debba pagare un prezzo in termini di sicurezza.

            “Delinquere legalmente”? Ecco come fare: la procedura due in passi (ma due di numero!):

            1. Aprire un cantiere dove si vuole, segnalando l’intenzione a costruire e facendola certificare da un tecnico.

            2. Attendere 30 giorni; se trascorrono senza che l’amministrazione abbia contestato per assenza di requisiti, si parte coi lavori. Nel silenzio assenso, sono comprese naturalmente anche le autorizzazioni paesaggistiche (rilasciate da sovrintendenze o regioni), che quindi, se non rilasciate, vengono considerate positive una volta decorsi i termini, poiché fatte rientrare nella conferenza dei servizi.

            E la Via (Valutazione di Impatto Ambientale)? Nessuno problema, perché non sarà più rilasciata solo dal Ministero dell’Ambiente, ma anche da Enti Pubblici ed Università (competenza questa tra l’altro quanto mai strana, dal momento che l’università non ha alcun compito di tutela). Purtroppo, questa norma, avrà l’effetto di arricchire i grandi speculatori edilizi, degno proseguimento del federalismo demaniale (che prevede misure per il trasferimento di beni statali a Comuni, Province e Regioni, edifici pubblici come caserme e altre installazioni militari, terreni, spiagge, fiumi, laghi, torrenti, sorgenti, ghiacciai, acquedotti, porti e aeroporti), in barba ai cittadini onesti che hanno seguito regole, adempiuto a lungaggini, permessi e costi per costruire. Con questa norma, si introduce una sorta di “condono preventivo” e si rischia di non poter attuare le normative antisismiche rafforzate dopo il terremoto dell’Aquila. Non si elimina la burocrazia eliminando i controlli, ma snellendo le procedure e rendendole più veloci e intelligenti, attribuendo efficacia all’intero meccanismo tagliando costi e tempi inutili, altrimenti a pagare il prezzo sarà l’Ambiente, il Territorio ed in ultima analisi, l’Uomo.

            Dott.ssa Silvia Caldironi, Mondolibero, luglio 2010.

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